La pandemia da Covid-19, spiegata

Dalla fine del 2019 abbiamo cominciato a sentir parlare del virus chiamato Sars CoV-2, diffusosi inizialmente in una remota regione Cinese. Il 30 gennaio 2020 l’OMS dichiarava l’emergenza sanitaria ed il 4 marzo il governo Italiano ordinava la chiusura di scuole ed Università in tutto il paese, prendendo poi una serie di provvedimenti e restrizioni per evitare il diffondersi della pandemia.

Tutti si sono dovuti confrontare improvvisamente con una serie di termini “astrusi” difficili da comprendere per i non addetti ai lavori.

Ma che cos’è un virus? per scoprirlo è necessario fare una breve premessa.

Tutti gli organismi viventi, dunque anche noi esseri umani siamo costituiti da cellule. La cellula è la più piccola unità vivente; nasce, cresce, si riproduce e muore. Tutte le cellule degli organismi complessi, come noi e gli altri animali, collaborano al funzionamento degli organismi.

All’interno delle cellule più evolute è presente il nucleo, una regione delimitata che contiene l’informazione genetica, che possiamo paragonare al libretto di istruzioni del nostro organismo.

Grazie al DNA (acronimo di AcidoDesossiribonucleico) le cellule possono svolgere correttamente le funzioni vitali di cui necessitano. È così che funziona il corpo umano!

Il DNA sarà poi trascritto in RNA e tradotto in proteine. Sono proprio le proteine che svolgono compiti specifici per il funzionamento cellulare, le cui istruzioni sono “codificate” nel DNA.

Poiché la cellula è la più piccola unità vivente, esistono organismi pluricellulari, costituiti da miliardi cellule, come noi e gli altri animali ma anche esseri viventi costituiti da una sola cellula, come i batteri.

Un virus si definisce “entità biologica“, infatti non è considerato un organismo vivente perché non è costituito da una cellula ed è un parassita obbligato, cioè, per potersi nutrire e replicare e quindi diffondere copie di se stesso, deve per forza penetrare all’interno delle cellule di un ospite (colui che viene infettato, persona o animale).

Focus sul virus

Il virus Sars-CoV-2 appartiene alla famiglia dei Coronavirus, i virus che causano la Sars e l’influenza ed è molto aggressivo. Per replicarsi ha necessità di penetrare nelle cellule dei polmoni.

I virus sono costituiti da uno scudo esterno ed all’interno materiale genetico, DNA o RNA a singolo o doppio filamento. Il Sars-CoV-2 è un virus a RNA a singolo filamento e penetra nei polmoni, organi con cui respiriamo che sono in contatto con l’ambiente esterno attraverso l’aria che immettiamo ad ogni atto respiratorio. Si trasmette tramite le goccioline di saliva emesse quando si tossisce e starnutisce ma anche quando si parla con qualcuno, per questo è necessario il distanziamento, per evitare che le goccioline ricche di virus siano inalate dall’interlocutore quando chiacchieriamo.

Tutti i luoghi affollati possono facilitare la trasmissione del virus, soprattutto i posti chiusi dove non c’è sufficiente ricambio d’aria, per cui si consiglia di aprire sempre le finestre per arieggiare appartamenti ed uffici.

Come quasi tutti sappiamo è anche necessario lavarsi spesso e bene le mani perché potrebbero essere contaminate dalle goccioline presenti su superfici e oggetti toccati, su cui il virus sopravvive per un certo tempo in particolari condizioni, penetrando attraverso le mucose di occhi e bocca.

Quali sono i sintomi del virus?

I sintomi sono: febbre, tosse secca, stanchezza, dolori muscolari e in alcuni casi perdita del gusto. Nei casi più gravi la complicanza più seria è la polmonite che si accompagna ad affaticamento respiratorio, mancanza di fiato e costrizione toracica.

Non tutte le persone che contraggono il virus manifestano sintomi, e sono i cosiddetti portatori sani asintomatici.

C’è differenza tra infezione e malattia: infezione significa che si è contratto il virus e malattia che il virus è penetrato nelle cellule dell’organo bersaglio, i polmoni, dove inizia a replicarsi danneggiando le strutture anatomiche

Tra i soggetti più a rischio ci sono gli immunodepressi, gli anziani, gli individui che presentano già altre patologie. Sono però stati registrati anche casi gravi di persone giovani, sane e in salute.

La pandemia ha colto un po’ tutti di sorpresa e il Sars-CoV-2 è ancora oggetto di studi. La scienza procede per tappe, formulando delle ipotesi che devono poi essere sempre verificate tramite esperimenti.

I meccanismi biologici per i quali alcune persone guariscono e altre non sopravvivono, indipendentemente dai fattori di rischio, non sono stati ancora decifrati. Si pensa che questo derivi dalla soggettività individuale del sistema immunitario, la sua efficacia e i meccanismi di risposta all’infezione.

Molte evidenze scientifiche indicano che la morte per Covid-19 avviene a causa di un grave danno ai tessuti polmonari dovuti ad un’eccessiva attivazione della risposta infiammatoria, che scatena una “tempesta di citochine” (glicoproteine che tra le altre funzioni regolano la risposta infiammatoria).

Le misure di distanziamento che abbiamo dovuto affrontare hanno permesso di limitare le interazioni tra le persone contrastando la circolazione del virus. In questo modo non solo è stato possibile ridurre il numero di persone contagiate ma si è cercato di evitare la saturazione degli ospedali. Se gli ospedali sono pieni non tutti i pazienti che presentano gravi crisi respiratorie possono ricevere le adeguate cure e inoltre si creano file e attese lunghissime per le visite e le prestazioni mediche relative a tutte le altre patologie che non sono scomparse, rischiando di rimandare interventi chirurgici importanti e di non avere più a disposizione le prestazioni sanitarie.

I virus Sars-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie denominata Spike che possiamo considerare come una chiave che permette l’ingresso del virus nelle cellule.

I vaccini

Per il contenimento della pandemia sono state messe a punto varie tipologie di vaccini: un tipo con un vettore virale ricombinante, un adenovirus che causa il raffreddore negli Scimpanzé, precedentemente inattivato in laboratorio in modo che non sia più in grado di replicarsi. L’adenovirus viene modificato geneticamente per produrre proteine Spike di Sars-CoV-2 all’interno delle cellule dei soggetti vaccinati. Una volta prodotte, le proteine possono stimolare una risposta immunitaria specifica da parte del nostro organismo. Se siamo vaccinati ed entriamo in contatto con il virus, il nostro organismo avrà già prodotto gli anticorpi necessari e specifici per quel tipo di virus e la risposta immunitaria sarà immediata e adatta a sconfiggerlo prima che possa replicarsi e creare danni.

La tecnologia è recente ed è già stata utilizzata per il vaccino contro Ebola e questo tipo di vaccini sono gli ormai famosi Vaxzevria (ex AstraZeneca) e Jonshon & Jonhson.

Il secondo tipo di vaccini, Moderna e Pfizer, che sono ad RNA, usano un’altra tecnica innovativa: molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA), inserite in delle particelle lipidiche, contengono le istruzioni che inducono le cellule della persona vaccinata a sintetizzare le proteine Spike.

Queste proteine virali sono riconosciute come “NON-SELF”, cioè estranee all’organismo che inizia così a sviluppare una risposta immunitaria specifica al Sars-CoV-2.

Dott.ssa Eliana Merlino

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